MUSICA POPOLARE

È musica che si è trasmessa oralmente, diffusasi attraverso l'esecuzione e non con la notazione, appresa a orecchio. I nomi dei suoi autori sono ignoti, o comunque dimenticati. La musica popolare esiste, in quasi tutte le società della terra, in diversissime forme e in una grande varietà di condizioni socioculturali.

 

CANTI POPOLARI  DELLA NOSTRA TERRA

I canti popolari erano molto diffusi nelle nostre campagne una quarantina di anni or sono e venivano eseguiti soprattutto in occasione dei lavori agricoli. Non si cantava soltanto nei campi, per,. ma anche nella aie delle case dove  ci si ritrovava per divertirsi insieme. Anche le donne partecipavano a queste feste, loro quando andavano alla fonte a lavare i panni e ad attingere l'acqua cantavano canzoni riguardanti il lavoro che stavano svolgendo.

Utilizzando i mezzi meccanici ora i lavori dei campi si svolgono in minor tempo e con l'impiego di un numero limitato di persone. Sono diminuite così le occasioni per stare insieme. E' scomparsa quella altitudine di cantare mentre si lavora per distrarsi dalle fatiche e per rallegrare la giornata. I canti popolari non riecheggiano più nelle campagne, le uniche  possibilità in cui si possono riascoltare gli stornelli e rivedere i balli caratteristici sono le feste e le sagre paesane.

 Vorremmo che ci fosse una riscoperta di queste tradizioni folcloristiche al fine di valorizzare il nostro passato.

"I canti popolari - dice Herder - sono gli archivi del popolo, il tesoro della sua scienza, della sua religione, della vita dei suoi padri, dei fasti della sua storia, l’espressione del cuore, l’immagine del suo interno, nella gioia e nel pianto, presso il letto della sposa ed accanto al sepolcro". 

 

Eseguita da membri della comunità privi di una formazione musicale specialistica, la musica popolare è spesso legata ai cicli delle stagioni, a eventi-chiave nella vita personale e ad attività come la pratica religiosa, il lavoro, la cura dei figli. La musica popolare si può definire la musica degli strati meno colti, principalmente rurali, di società in cui esiste anche un'élite musicale, la cui musica viene detta "classica" o "colta".
Quando passa da un esecutore all'altro, un canto popolare tende a modificarsi in seguito a interventi creativi, imperfezioni della memoria, valori estetici diversi, e per l'influsso dello stile di altre musiche note all'esecutore. Una canzone popolare genera così delle varianti, trasformandosi un po' alla volta e ripresentandosi in molte forme, a volte irriconoscibili. La musica popolare subisce in genere l'influsso dei centri culturali vicini (città, corti, monasteri), e spesso si comporta come una sorta di deposito che conserva per lunghi periodi caratteristiche di musica d'arte più antica. La musica popolare è anche quella in cui la comunità etnica più si riconosce. In generale fiorisce al di fuori di istituzioni come la scuola e la Chiesa.

 

CANTI POPOLARI DEL FERMANO

Il canto lirico monostrofico nelle nostre campagne è ancora molto diffuso e ricordato. A differenza di quello narrativo è molto più facilmente memorizzato perché formato da un limitato numero di versi. L’argomento amoroso è il tema costante, alcuni hanno la delicatezza di contenuto, altri meno, altri ancora sono di carattere licenzioso o goliardico.

I brani, quasi tutti molto brevi, presentano caratteristiche simili a quelle presenti nella tradizione di altre aree marchigiane.

 

STUDI SUL CANTO LIRICOMONOSTROFICO

Il Canto lirico MONOSTROFICO secondo lo studioso M. Sorce Keller: “per canto lirico monostrofico i folcloristici italiani intendono un canto, per lo più improvvisato, composto solamente di una strofa, o, più frequente una canzone, in cui l’espressione compiuta di un pensiero avviene in ciascuno della strofe di cui essa può essere composta. Da questo l’appellativo di monostrofico. Ciò vale a dire che, mentre una o due strofe di una ballata non avrebbero senso, private del loro contesto, una sola strofa di un canto monostrofico esprime invece un idea compiuta. Mentre una strofa di una ballata  ha quindi solo un senso musicale (la melodia si ripete quasi letteralmente con ogni strofa) Nel canto monostrofico, invece, una strofa costituisce una entità ben definita e completa, tanto in termini testuali che musicali. Il canto lirico monostrofico è diffuso e tipico specialmente in Italia. Si può forse dire che Italiano con il Blues è Americano

 

STORNELLI A SALTARELLO

Questi STORNELLI venivano cantati sul ritmo del saltarello, il ballo più eseguito nelle nostre zone. Suonate di saltarello che variano da vallata a vallata a partire dalla Valtesino alla Val di Chienti.

Da sud a nord del fermano venivano suonati a secondo della provenienza dei SONATORI il Saltarello RIPANELLO, il Saltarello PETRITOLESE, il Saltarello Civitanovese, detto anche Saltarello RIBATTUTO.

 Alcuni stornelli venivano cantati, tra donna e uomo o anche dello stesso sesso,  a DISPETTO. Con gli stornelli a  dispetto si  indirizzavano sfottò, durante i lavori nei campi, o a qualche innamorato che veniva rifiutato dalla sua bella. I protagonisti di tale diverbio facevano a gara nell’insultarsi il più possibile, cadendo spesso nel volgare.

 

CANTI RITUALI DI QUESTUA

Questi canti accompagnavano, in determinati periodi dell’anno, una precisa manifestazione rituale della società.

I suonatori e cantori andavano di famiglia in famiglia e i padroni di casa erano soliti ringraziare offrendo galline, salcicce,uova vino ecc.:

Se il VERGARO o la VERGARA erano stati generosi i questuanti salutavano in rima e profetizzavano buone nuove. A tarda notte ultimata la questua i cantori improvvisano un banchetto con i frutti della questua.

Il primo canto rituale era LA PASQUELLA e veniva eseguita il giorno dell’Epifania, sul ritmo del valzer, e CACCIA MARZU  una filastrocca per abbonire  il mese di marzo per un successivo buon  raccolto.

Nel periodo della Quaresima troviamo numerose passioni:

1)      il 19 marzo “LA PASSIONE DI SAN GIUSEPPE, dove si descrive il viaggio a Gerusalemme e la nascita di Cristo

2)       ventidue giorni prima di Pasqua “LA PASSIONE DELLE ANIME SANTE” canto con il quale si esortava a compiere opere in suffragio delle anime morte

3)      Il Giovedì Santo “LA PASSIONE DEL GIOVEDI SANTO” nel quale vengono L’ultima cena e la consegna di Gesù

4)      Il Venerdì Santo “LA PASSIO’ DEL VENERDI’ che descrive i Passi di Maria che si reca al Monte Calvario

 

CANTI DEI CANTASTORIE

 I cantastorie che fino a circa 40 anni fa si potevano incontrare nei mercati e nelle fiere paesane, con l’avvento della TV sono ormai quasi scomparsi. I loro canti spesso accompagnati dall’organetto  e dalla chitarra , venivano eseguiti associati ad una ricca mimica o da tabelloni illustrati ( a volte vere e proprie opere d’arte).

I contenuti dei canti erano storie  che narravano fatti di cronaca ed erano a volte vere e proprie tragedie: tradimenti, gelosie, omicidi, suicidi e comunque sempre storie “strappa core”  e terminavano con una morale.

Nel nostro repertorio abbiamo inserito un canto di cantastorie, intitolato PIERINA.

 

GLI STRUMENTI

Ogni cultura popolare dispone di numerosi strumenti. Alcuni di essi, come la cornamusa, sono diffusi in tutta Europa e anche nelle nostre terre.  Cornamusa che con il tempo è stata soppiantata dall’organetto strumento che nelle nostre terre ha trovato la sua patria, trasformatosi in fisarmonica. Una visita merita il museo della Fisarmonica a Castelfidardo.

Il Nostro Gruppo, la nostra musica, ha come strumento base l’organetto accompagnato da nacchere, ruzzerò, cembalo con arricchimento del suono della chitarra, della fisarmonica, del mandolini, dalla tastiera e dal ritmo del Rullante.