Il gruppo folklorico I RUSPANTI nasce nel 1980, composto da 4 elementi, per volontà di Lattanzi Romano, con l’intento di mantenere viva la tradizione musicale popolare della nostra terra; oggi, rinnovato totalmente, dispone di 16 elementi, di cui 10 musicisti e 3 coppie di ballerini che continuano nel loro proposito di far rivivere antiche sonorità, riportando alla luce vecchi stornelli, canzoni popolari e balli ormai quasi dimenticati. Una tradizione ricca e articolata che rischia di perdersi per sempre se non opportunamente recuperata, valorizzata e portata all’attenzione di nuove generazioni.

Non è un lavoro totalmente “archeologico”, perché può –forse per poco– contare sulle residue memorie viventi, alle quali noi attingiamo per il nostro repertorio e che ci consentono di aggiornarlo. E’ un lavoro paziente, faticoso, ma entusiasmante perché ci mette in contatto con una realtà umana così incredibilmente lontana e diversa dalla nostra. Ma non tanto lontana nel tempo, quanto nello spirito e nei punti di riferimento.

Molta parte della tradizione musicale era legata alle cadenze stagionali del lavoro nei campi, ma anche alle ricorrenze più importanti dell’anno. Le sonorità erano ricavate da strumenti vari, molto spesso costruiti in maniera rudimentale o, addirittura, erano attrezzi di uso quotidiano; su tutti però dominava il famoso organetto “du bbòtte”, l’unico strumento vero che non  poteva mancare. Oggi forse, la purezza dei suoni tradizionali si è in parte persa a causa di “contaminazioni” sonore dovute all’introduzione di organetti diversi, accompagnati spesso da altri strumenti non proprio in linea con la tradizione.

E’ nostra ferma intenzione recuperare anche le sonorità originali, “ripulendole” da tutti quegli elementi spuri che in un certo senso le hanno trasformate. Questa decisiva esigenza filologica è anche alla base della nostra intenzione di contestualizzare il repertorio, così come era nella tradizione più autentica, con le occasioni di festa (Natale ed Epifania, con le canzoni della Natività e della Pasquella, S. Antonio Abate, Pasqua con i canti della Passione di Cristo, ecc) e di lavoro (lo scartozzà, lo vellegnà, lo mete, lo vatte, ecc).